𝐈𝐫𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀, 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢

Irregolarità formali: fuori l’Enea, dentro la tessera sanitaria. Non risultano infatti sanabili le tardive od omesse comunicazioni all’Enea. Rientrano invece nel perimetro oggettivo della regolarizzazione prevista dai commi da 166 a 173 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2023, fra le altre, anche l’omessa o tardiva comunicazione dei dati al sistema tessera sanitaria. Ampio anche il perimetro soggettivo della speciale definizione alla quale possono sostanzialmente accedere tutti i contribuenti, indipendentemente dall’attività svolta, dal regime contabile adottato e dalla natura giuridica.

Quanto alle violazioni formali sanabili con il pagamento della quota fissa su base annuale di euro 200, le stesse devono riferirsi esclusivamente all’Iva, all’Irap, alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive, alle ritenute alla fonte e ai crediti d’imposta.

Sono questi, fra gli altri, alcuni dei principali chiarimenti contenuti nella circolare n.2/e del 27 gennaio scorso con la quale l’Agenzia delle entrate ha illustrato le principali misure previste dalla c.d. Tregua fiscale contenuta nella legge n.197/2022 (legge di bilancio 2023).

Perimetro oggettivo e soggettivo. Sotto il profilo soggettivo, recita la circolare in commento, la regolarizzazione delle violazioni formali non risulta condizionata a una particolare qualifica rivestita dal soggetto che intende fruirne. Sotto il profilo oggettivo invece è possibile regolarizzare le violazioni formali commesse fino al 31 ottobre 2022, purché le stesse non rilevino sulla determinazione della base imponibile, sulla liquidazione e sul pagamento dell’Iva, dell’Irap, delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute alla fonte e dei crediti d’imposta.

Deve trattarsi di violazioni che comunque siano in grado, anche in via soltanto potenziale, di ostacolare l’attività di controllo perché in difetto si tratterebbe, precisa ulteriormente la circolare, di violazioni meramente formali che, come tali, non sarebbero di per sé punibili ex art. 6 del dlgs. 472/1997.

Alla luce di tali precisazioni la circolare indica, in via non esaustiva, tutta una serie di violazioni che possono essere definite grazie alle disposizioni della legge di bilancio 2023. Fra queste troviamo: l’omessa o irregolare presentazione delle liquidazioni periodiche Iva (senza effetti sul versamento del tributo); l’omissione, incompletezza o inesattezza delle dichiarazioni d’inizio, o variazione dell’attività ai sensi dell’articolo 35 del dpr 633/1972; la violazione degli obblighi inerenti alla documentazione e registrazione delle operazioni imponibili ai fini Iva, a patto che tale violazione non abbia inciso sulla corretta liquidazione del tributo e, come già anticipato, l’omessa o tardiva comunicazione dei dati al sistema tessera sanitaria.

La precisazione del perimetro applicativo della nuova sanatoria delle irregolarità formali è molto importante, perché consentirà ai contribuenti di effettuare valutazioni appropriate circa l’adesione o meno alla possibilità offerta dalla legge n.197/2022.

Secondo l’Agenzia delle entrate, oltre alle violazioni sostanziali, non possono formare oggetto della specifica sanatoria delle irregolarità formali nemmeno tutte quelle che hanno a riferimento ambiti impositivi diversi da quelli espressamente indicati dal comma 166 quali, ad esempio, le violazioni formali inerenti l’imposta di registro e l’imposta di successione.

Restano altresì escluse dalla sanatoria anche le comunicazioni necessarie a perfezionare alcuni tipi di opzione o l’accesso ad agevolazioni fiscali tra le quali, precisa espressamente la circolare in commento, anche quelle destinate all’Enea nell’ambito delle detrazioni fiscali per gli interventi edilizi (es. Ecobonus e Super ecobonus).

La certificazione da inviare all’Enea, si legge nella circolare, costituisce, infatti, uno dei documenti necessari per poter beneficiare della detrazione spettante per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici per cui, in continuità con la circolare n.19/e del 2020, si ritiene che la tardiva od omessa comunicazione all’Enea non rientri tra le violazioni formali oggetto di definizione agevolata.

In relazione a tali comunicazioni la circolare cita anche una recente ordinanza della Cassazione (n.34151/2022) nella quale si è stabilito che, l’omessa comunicazione preventiva all’ENEA, costituisce una causa ostativa alla concessione delle agevolazioni relative agli interventi di riqualificazione energetica.

Fuori dalla sanatoria anche le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale, con specifico riferimento all’obbligo di compilazione del quadro RW da parte dei contribuenti e quelle relative all’Ivie e all’Ivafe.

Da ultimo la circolare ricorda che la definizione si perfeziona, oltre che con il pagamento degli importi dovuti, anche con la rimozione delle irregolarità od omissioni commesse. In relazione a queste ultime le irregolarità, infrazioni o inosservanze compiute entro il 31 ottobre 2022, andranno rimosse – in relazione a ciascun periodo d’imposta – al più tardi, entro il termine di versamento della seconda rata (31 marzo 2024).

𝐈𝐧 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐢 𝟒.𝟎

Transizione 4.0

«Ad aprile-maggio arriverà un nuovo decreto che rifinanzierà le agevolazioni Nuova Sabatini, 4.0 e gli incentivi per la crescita. In particolare, riavvieremo il bonus formazione 4.0 per cogliere le opportunità aperte dai primi segnali di ripresa»: l’annuncio è del sottosegretario alle imprese e al made in Italy, Massimo Bitonci, intervenuto la scorsa settimana durante il 6° Forum nazionale dei commercialisti ed esperti contabili. Bitonci ha poi svelato che «entro qualche mese i professionisti potranno utilizzare l’F24 per il pagamento dei contributi» e, sempre in favore della loro attività ha aggiunto: «Le libere cooperative, non legate alle grandi centrali, ma vigilate direttamente dal ministero delle imprese, saranno chiamate ad una nuova revisione biennale obbligatoria, che ne verifichi anche i requisiti di mutualità. Questa attività di revisione e vigilanza potrà essere svolta dai liberi professionisti, iscritti in un apposito elenco». Andiamo con ordine.

 

Bonus

Il sottosegretario ha annunciato una prossima razionalizzazione delle agevolazioni, svelando la mole di denaro pubblico oggi assorbita da tutto il sistema dei bonus: «Dal 2016 ad oggi», ha detto, «si è registrato un aumento del 21%. Secondo l’ultima ricognizione del dicastero dell’economia siamo arrivati a 740 agevolazioni e il costo complessivo per lo stato ammonta a 125 mld di euro». E ancora: «Alcuni incentivi non sono neppure conosciuti da imprese e cittadini. Non vengono utilizzati. I bonus dovranno aiutare i meno abbienti e sul versante delle imprese saranno settoriali». Poi ha spiegato: «Riproporremo l’aiuto alla formazione 4.0. E, poiché le prospettive rispetto al Def sono migliorative, verso aprile-maggio arriverà un decreto che rifinanzierà Sabatini, 4.0 e misure per la crescita». Quindi, ancora sul 4.0, ha anticipato una sorta di restyling: «Non dovranno più nascere contenziosi con le Entrate; questi incentivi dovranno essere semplici e non dare adito a interpretazioni del Fisco».

 

Riforma fiscale

Al forum sono intervenuti anche relatori impegnati nei lavori parlamentari. Il presidente della commissione attività produttive a Montecitorio, Alberto Gusmeroli, ha annunciato: «Presto arriverà un disegno di legge del governo per la valorizzazione del made in Italy e il contrasto della contraffazione. Scaturirà da un’indagine conoscitiva del parlamento che sentirà quasi un centinaio tra enti e associazioni». Poi, sulla riforma della fiscalità ha chiosato: «Lavoriamo all’abolizione di 20 microtasse, il cui gettito è inferiore al loro costo di gestione. E alla possibilità di rateizzare nell’anno successivo il secondo acconto con sei rate di pari importo, secondo indicazioni espresse da Eurostat in una risposta a quesito». Infine, sull’abolizione dell’Irap ha rilanciato: «Si può estendere anche ad snc, studi associati, stp e società di capitali. Per le stp costerebbe 1,2 mld; per gli altri occorre un’addizionale a copertura, che non cambierebbe il costo sul cittadino, ma faciliterebbe la vita ai commercialisti».

Di natura ancora più fiscale l’intervento di Massimo Garavaglia, presidente della commissione finanze del senato: «Il meccanismo delle riscossioni non funziona», ha detto. «Dopo una certa anzianità, i crediti fiscali costa più recuperarli che lasciarli perdere. Il tema è evitare l’accumulo». Poi ha aggiunto: «La domiciliazione è una tipologia di riscossione che funziona, pensare a una sua estensione va negli interessi del contribuente. Il sistema garantisce il flusso di cassa e non bisogna rincorrere chi banalmente si dimentica di pagare». Quindi, Garavaglia ha sciorinato i numeri delle cartelle esattoriali, il cui magazzino «ha superato il tetto dei mille mld». Da qui la proposta: «Occorre intervenire con diversi meccanismi operativi, primo tra tutti la semplificazione con il regime dei minimi e l’ipoteca sul bene». Mentre sulle rottamazioni «va previsto un automatismo». Infine, sull’evasione fiscale ha chiosato: «Serve un contrasto vero alle triangolazioni internazionali e ai magheggi sull’Iva». Sempre sul versante semplificazione fiscale, Marco Osnato, presidente della commissione finanze alla camera, ha aggiunto: «Vanno rivisti i testi unici; devono essere più snelli e di facile interpretazione». E in merito alle sanatorie fiscali del passato: »Non sono state troppe», ha detto, «ma sono state coraggiose, perchè il nostro fisco è complicato e troppo spesso causa di errori involontari».

A fine lavori, è intervenuto Emiliano Fenu: capogruppo M5S in commissione finanze a Montecitorio: «Abbiamo proposto di spostare gradualmente il sistema delle detrazioni dalla dichiarazione dei redditi al rimborso diretto», ha rivelato. «Il governo ha accolto la proposta. È una sorta di cashback fiscale: il cittadino paga le spese detraibili e potrà avere il rimborso immediato del 19% sul conto corrente».